I CERTOSINI GUGLIELMO HORNE E TOMMASO SCRYVEN

Cultural Heritage 360 APS

• Autore: Nunzio Rossi (1626 (?)-post 1650)
• Datazione: 1644 ca.
• Caratteristiche: olio su tela, cm 221,5 x74,5 / 221,5 x 76, inv. 897/898, iscrizioni: FR THOMAS SCRYVEN MART / CART – FR.WILHELMUS HORNE MARTIR
• Collocazione: Bologna, Pinacoteca Nazionale
• Provenienza: chiesa di San Girolamo della Certosa, controfacciata

Nell’unitario programma di celebrazione delle maggiori personalità dell’ordine certosino messo a punto in San Girolamo della Certosa spiccano, per qualità artistica e importanza devozionale, le rappresentazioni dei monaci inglesi Thomas e Wilhemus, realizzate dal giovane Nunzio Rossi attorno al 1644.

Quando il giovane napoletano era arrivato in città, stando alle fonti napoletane per ‘studiare’ alla bottega di Guido Reni, era poco più che quindicenne e si era formato presso Massimo Stanzione. Come lucidamente riportava Luigi Crespi i certosini ospitarono per sei mesi il pittore  (forse grazie alla mediazione del monaco bolognese Presti, attivo come architetto nella certosa di Napoli) che proprio nel monastero lasciò, attraverso le sue opere, uno dei migliori biglietti da visita per la ‘felsina pittrice’ dell’epoca. Il risultato si configura attraverso diverse prove artistiche, alcune delle quali caratterizzate da una libertà espressiva e un uso del colore inusuali nel contesto artistico bolognese.

Le due tele, realizzate per celebrare il martirio dei monaci inglesi che non vollero sottomettersi all’autorità di Enrico VIII, esibiscono con crudo realismo d’ascendenza partenopea le torture inflitte ai certosini. Molte certose italiane erano arricchite da dipinti dedicati alle maggiori personalità dell’ordine e molte delle scene rappresentate si rifanno alle persecuzioni verso questi monaci.

Dal punto di vista stilistico il Rossi non sembra, soprattutto in queste prove, tradire alcuna ispirazione dai modelli reniani bensì chiari riferimenti espressivi che lo associano alla temperie napoletana e ad alcune caratteristiche di Jusepe De Ribera (secondo Susinno, biografo del Rossi, suo maestro assieme a Massimo Stanzione).

Registrati dal Malvasia ne Le pitture di Bologna del 1686 i due dipinti sono poi citati nella guida del Crespi del 1772 per poi essere indicati negli inventari delle soppressioni e nei primi cataloghi della Pinacoteca Nazionale di Bologna. A differenza dei due laterali, la grande tela della Natività-che questi affiancavano-rimase in certosa (nella cappella della Madonna delle Assi) sino a tempi recenti per poi essere esposta, in seguito al restauro, a Palazzo d’Accursio.

Fonti: Fonti: Scheda 326 a/b-Pinacoteca Nazionale di Bologna. Catalogo Generale 4, Seicento e Settecento, Bentini J. et al. (a cura di), Venezia, Marsilio, 2011; Inventario degli effetti Mobili ed altro del Convento di San Girolamo di Certosa, 197, n11, Archivio di Stato di Bologna A.S.B. (Demaniale), Catalogo de’ Priori della Certosa di Bologna dal principio della sua fondazione fino al presente, Bologna, Archivio di Stato Demaniale (Certosini), ms. 24/5869; Crespi L., La Certosa di Bologna descritta nelle sue pitture, Bologna, 1772, ed.1793; Pesci G. (a cura di), La Certosa di Bologna. Immortalità della memoria, Bologna, Compositori,1998. 

CREDITS

1/2. Nunzio Rossi, San Guglielmo Horne e San Tommaso Scryven, © 2021 Pinacoteca Nazionale di Bologna