GESÚ CRISTO CHIAMA ALL’APOSTOLATO GIACOMO E GIOVANNI

Cultural Heritage 360 APS

• Autore: Lucio Massari (1569-1633)
• Datazione: 1605/1612
• Caratteristiche: cm 254 x 147, inv.7040
• Collocazione: Pinacoteca Nazionale di Bologna (in deposito presso San Pietro Capofiume, chiesa di San Pietro)
• Provenienza: Certosa di San Girolamo di Casara, quinta cappellina

Questo fondamentale dipinto, parte del ciclo pittorico ideato unitariamente e commissionato dal priore Giovan Battista Capponi a Lucio Massari negli ultimi anni della sua reggenza, veniva menzionato da Luigi Crespi ne “La Certosa di Bologna descritta nelle sue pitture”. Nelle edizioni del 1772 e del 1793 l’autore lo cita nella quinta cappellina “segreta”, un piccolo spazio in seguito demolito alle spalle della Cappella di San Girolamo.

Il giovane pittore, uno dei più fedeli allievi di Ludovico Carracci, venne incaricato dal priore poco oltre il 1610 assieme a Giacomo Cavedone, Lorenzo Garbieri e Alessandro Tiarini, anch’essi appartenenti all’orbita dell’Accademia degli Incamminati. La commissione riguardava quattro dipinti, tutti centinati e di uguali dimensioni, dedicati ad alcuni santi cari all’ordine certosino o riguardanti la vita di Cristo, da destinare alle piccole cappelline dove i monaci celebravano la messa privata.

Il Massari interpreta la scena con sobrietà ed essenzialità, stemperate dall’ampio dipanarsi delle gestualità probabilmente tratte dallo studio delle stampe di Agostino Carracci (si veda la figura del Cristo) e dalla forza espressiva delle pose che, nel decennio precedente, venivano utilizzate da Ludovico. Tali suggestioni si uniscono ad alcune costatazioni di carattere cronologico. Appare infatti ragionevole pensare che l’impegno alla Certosa di Firenze, dove l’artista dipinge diverse scene nella cappella delle reliquie, possa essere successivo a quello bolognese, giungendo di fatto a consacrare un’intesa già avviata con i certosini. Da queste premesse la critica ha collocato il dipinto proprio alla vigilia della partenza per la Toscana del 1612-1613. Questa scansione cronologica acquista maggiore significato se si considerano le dinamiche legate allo spostamento di artisti tra le varie certose, prassi molto consolidata soprattutto nella Provincia Tusciae, la circoscrizione territoriale di appartenenza dei due monasteri.

A queste rilevazioni fa da contraltare la nota documentaria, contenuta nel Catalogo dei Priori, che incasella gli interventi del Massari nel priorato di Timoteo Baruffi, iniziato nel 1618. Considerato che le altre due opere del Massari, il Compianto e la Salita al Calvario si inseriscono con pochi dubbi in questo priorato sembra possibile, come la critica ha rilevato, che questa nota possa essere una summa delle opere del Massari eseguite per i certosini. Secondo questa ipotesi il compilatore ha inserito nella nota la tela recante la Chiamata pur essendo anteriore alle stesse e probabilmente realizzata nel priorato precedente.

Un suggestivo disegno, conservato al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e realizzato a penna e inchiostro bruno acquerellato, è stato pubblicato da Maria Cellini come studio preparatorio per questo dipinto.

Fonti: Scheda 16-Pinacoteca Nazionale di Bologna. Catalogo generale 3.Guido Reni e il Seicento, Bentini J., Cammarota G. et al., (a cura di), Venezia, Marsilio, 2008; Crespi L., La Certosa di Bologna descritta nelle sue pitture, Bologna 1772; Cellini M., Lucio Massari nell’oratorio di San Colombano, in Una gloriosa gara nelle pagine di Francesco Arcangeli: l’oratorio di San Colombano, San Giorgio di Piano, Minerva, 2002.

CREDITS

  1. © 2021 Pinacoteca Nazionale di Bologna
  2. © Le Gallerie degli Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe