IL CRISTO PORTACROCE

Cultural Heritage 360 APS

• Autore: Ludovico Carracci (attr.) (1555-1619)
• Datazione: 1588 ca.
• Caratteristiche: affresco-pittura murale , 72 x 62 cm
• Collocazione: Chiesa di San Girolamo della certosa, navata
• Provenienza: Certosa di San Girolamo di Casara, chiostro maggiore

Questo frammento di pittura murale era stato attribuito a Bartolomeo Cesi sulla scorta del biografo Carlo Cesare Malvasia. Successivamente fu ricondotto invece dallo stesso autore a Ludovico Carracci nella versione del 1766 de “Le pitture di Bologna”. La stessa attribuzione fu poi impugnata da Luigi Crespi e Marcello Oretti nel medesimo periodo.

L’intervento del caposcuola nel monastero certosino si può far risalire ai primi anni del priorato di Giovanbattista Capponi al quale, come abbiamo visto, vanno attribuite gran parte delle commissioni riguardanti il nuovo apparato decorativo e l’impostazione architettonica della chiesa e del convento. Al 1588 (o all’anno successivo) è stato datato questo lacerto di affresco, recante il Cristo portacroce, restituito dalla critica a Ludovico Carracci e parte di una composizione più ampia purtroppo non conservata.
Lo stato attuale del dipinto, citato già mutilo da Malvasia e Crespi a fianco della porta nell’atrio del chiostro grande, non è dato sapere a quando sia riconducibile. Appare quantomeno singolare come possa esser stato strappato a quelle date dalla sua originale collocazione. (La maggior parte degli affreschi subì la distruzione o l’estrapolazione nel corso delle trasformazioni otto e novecentesche.) La mutilazione desta ancora maggiore sgomento soprattutto se si pensa al pregio e all’importanza devozionale della composizione d’insieme. La scena doveva infatti rappresentare nella sua totalità un ‟Andata al Calvario”, trasportata-secondo la testimonianza del Crespi-da un “altro luogo”, collocazione forse riferibile ad una posizione esterna al convento. Tuttavia le peregrinazioni del lacerto non dovettero finire se, prima dell’attuale sistemazione della parte sinistra della navata, veniva descritto dal Bianconi e dal Giordani nella III cappellina segreta.

Fortunatamente risulta possibile avere un’idea del fascino originario di quest’opera, dalle grandi valenze mistiche, dai disegni preparatori attribuiti al maestro bolognese. Se nel primo, appartenuto alla Collezione Ellesmere e venduto all’asta da Christie’s (prima Sotheby’s) il volto del Cristo tradisce un marcato patetismo, nel secondo, presente a Chatsworth, nella collezione del duca di Devonshire, s’instaura un dialogo commovente con il monaco che lo segue. In entrambi infatti è rappresentata una processione della comunità certosina che segue il Cristo nella sua marcia di sofferenza entro uno sfondo che potrebbe riferirsi alla stessa Bologna. Nei disegni, impreziositi dalle ombreggiature di pennello, i monaci partecipano alla scena attraverso un’accorata gestualità, nella composizione ad affresco questi portano a loro volta una croce. Nonostante la mutilazione della composizione nelle poche sagome di monaci ancora visibili sul lacerto si distingue il colore bianco del saio che risulta un ulteriore elemento a conferma della committenza certosina.

A riprova della grande fortuna iconografica del modello vale la pena citare un autorevole modello da cui probabilmente Ludovico trasse ispirazione. Il Cristo portacroce e monaci certosini realizzato da Ambrogio da Fossano (detto il Bergognone) per i certosini di Pavia nell’ultimo decennio del Quattrocento, oltre a inserirsi nella nella folta schiera di capolavori realizzati per questa ricca Certosa, potrebbe aver rappresentato una diretta fonte di riferimento per la variante bolognese della scena sacra.

Fonti: Brogi A., Ludovico Carracci: 1555-1619, 2 v., Ozzano Emilia, Tipoarte, 2001; Crespi L., La Certosa di Bologna descritta nelle sue pitture, Bologna, 1772 ed.1793; Jaffè M., The devonshire collections of italian drawings, Bolognese and emilian schools, London 1994; Felsina Pittrice, vite de’Pittori Bolognesi del Conte Carlo Cesare Malvasia con aggiunte, correzioni e note inedite del medesimo Autore di Giampietro Zanotti e di altri scrittori viventi, Tomo primo, Tipografia Guidi all’Ancora, Bologna,1841; Sforza A., Monumenta Chronologica Cartusia Bononiensis (1678), Bologna, Archivio di Stato Demaniale (Certosini), ms.38/5883, c.69.

CREDITS

1.Ludovico Carracci (?), Cristo portacroce, © Museo Risorgimento Bologna | Certosa.

2. Ludovico Carracci (?), Christ carrying the Cross, © Cristie’s

3. Ambrogio da Fossano (detto il Bergogone”), Cristo portacroce e monaci certosini, Musei Civici Pavia, Copyright © Comune di Pavia