LA PESCA MIRACOLOSA

Cultural Heritage 360 APS

• Autore: Giovan Francesco Gessi (1588-1649)
• Datazione: 1648
• Caratteristiche: olio su tela, cm 450 x 350, iscrizioni: FRAN. GES. FE. 1648
• Collocazione: San Girolamo della Certosa, navata

Appartenente all’ultima fase dell’attività di Francesco Gessi, uno tra i maggiori allievi e collaboratori di Guido Reni, la Pesca Miracolosa sancisce l’inizio della collaborazione tra l’artista e i certosini bolognesi e la seconda tappa del ciclo cristologico, commissionato dal priore ferrarese Daniele Granchio agli artisti più in vista della realtà artistica bolognese.
A cavallo della metà del XVII secolo, infatti,questi artisti s’impegnarono nella realizzazione di tale serie le cui tele di grande formato donano tutt’ora alla chiesa un aspetto inusuale per il contesto bolognese. Entro la fine del sesto decennio del Seicento la chiesa raggiungeva quindi una definitiva fisionomia, ai tempi decisamente innovativa, cristallizzata alla stregua di una grande “vetrina delle tendenze figurative di metà secolo”. I dipinti sono tutti di dimensioni analoghe, realizzati sul medesimo tipo di tela, inquadrata da grandi ed appariscenti cornici bianco-oro. Allo stesso tempo, queste maestose dimensioni unite al senso orizzontale delle composizioni, imprimono maggiore audacia narrativa agli eventi rappresentati. Ai lati di ogni opera vengono collocati ritratti di monaci certosini che, quasi come sacre effigi, magnificano i certosini martirizzati durante le persecuzioni inglesi del XVI secolo.


Nelle opere di San Girolamo dipinte nell’ultima fase della sua carriera, il chichè che vuole Francesco Gessi totalmente ossequioso verso del maestro Reni viene a cadere. A pochi anni dalla morte l’artista si misura con un formato quasi sconosciuto alla sua attività e al suo temperamento: i numerosi pentimenti, evidenziati dai restauri anche ne La cacciata dei mercanti dal tempio, pur collocandosi (come ci informa Malvasia) entro la prassi realizzativa dell’autore, rappresentano un ulteriore prova. Nonostante questo ne La Pesca Miracolosa si nota una condotta pittorica disinvolta e libera, sicuramente anche per la maggiore ariosità della scena dove si uniscono suggestioni ferraresi a spunti provenienti dai soggiorni a Roma e Napoli al seguito del maestro. È l’impronta classicista di quest’ultimo tuttavia a dominare, in questa prima prova, lo stile del Gessi. Parallelamente si scorgono però germi di una caravaggesca umanità nelle espressioni degli apostoli accigliati e di un un’originale propensione luministica che, generando effetti chiaroscurali, si contrappone alle limpide suggestioni del terso paesaggio.


Della figura del Cristo, così marcatamente ideale, è conosciuto uno studio preparatorio, conservato alla Staatsgalerie di Stoccarda. Proveniente dalla Collezione Giusti il disegno è realizzato a matita nera con tracce di gesso bianco su carta verdastra.

Come informa Luigi Crespi pur di ottenere l’importante commissione l’artista accettò (o forse propose) un “vil prezzo” quantificabile in 1.000 lire. Nel pagamento erano inclusi anche “li quattro Martiri da porre in Chiesa” e cioè ai lati delle due grandi composizioni.

Fonti: Catalogo de’ Priori della Certosa di Bologna dal principio della sua fondazione fino al presente, Bologna, Archivio di Stato Demaniale (Certosini), ms. 24/5869; Crespi L., La Certosa di Bologna descritta nelle sue pitture, Bologna, 1772; Felsina Pittrice, vite de’Pittori Bolognesi del Conte Carlo Cesare Malvasia con aggiunte, correzioni e note inedite del medesimo Autore di Giampietro Zanotti e di altri scrittori viventi, Tomo primo, Tipografia Guidi all’Ancora, Bologna,1841; Pesci G. (a cura di), La Certosa di Bologna. Immortalità della memoria, Bologna, Compositori,1998; Thiem C., Disegni di artisti bolognesi dal Seicento all’Ottocento della collezione Schloss Fachsenfeld e della Graphische Sammlung Staatsgalerie Stuttgart, Associazione per le Arti Francesco Francia, Bologna, 1983,La Pesca Miracolosa https://www.storiaememoriadibologna.it/la-pesca-miracolosa-864-opera

CREDITS

1 / 6. © Museo Risorgimento Bologna | Certosa.

7 Copyright © 2016 Staatsgalerie Stuttgart.