LA PREDICA DEL BATTISTA

Cultural Heritage 360 APS

• Autore: Ludovico Carracci (1555-1619)
• Datazione: 1592
• Caratteristiche: olio su tela, cm 380 x 227, inv.458
• Collocazione: Bologna, Pinacoteca Nazionale
• Provenienza: chiesa di San Girolamo della Certosa, cappella di San Giovanni Battista (ora Cappella di San Giuseppe)

La Predica del Battista, realizzata nel 1592, è un’opera di fondamentale importanza per il percorso giovanile di Ludovico Carracci e segna una svolta sia nella stessa carriera del pittore sia nel programma decorativo della chiesa di San Girolamo. La giovane età del pittore non scoraggiò infatti i padri della certosa che si rivolsero a Ludovico, attraverso l’illuminata commissione del priore Capponi, per la decorazione dell’altare di Giovanni Battista, la cui venerazione risulta centrale per l’ordine ma soprattutto per i certosini bolognesi.

Destinata in origine alla cappella dedicata al “precursore” ma sostituita, in seguito al cambio di intitolazione dell’ambiente in favore di San Bruno, con il dipinto di Bartolomo Cesi e poi del Guercino, la tela ha subito uno spostamento nella cappellina destinata al coro dei conversi. Rimossa nel 1797 la tela subisce nel 1801 un ulteriore e definitivo trasferimento, in seguito alle soppressioni, verso la Pinacoteca Nazionale di Bologna che ancora oggi la custodisce.

I numerosi elogi della letteratura artistica antica permettono di immaginare come l’opera rappresentasse il paradigma stesso della “riforma “dei Carracci assieme alla Comunione di San Girolamo di Agostino, realizzata nel 1597. Nonostante la mancanza di elementi sufficienti che possano suffragare la ricostruzione di Carlo Cesare Malvasia, rispetto a una gara tra cugini per l’appalto della Comunione,sembra verosimile che Ludovico abbia voluto in qualche modo rispondere preventivamente alle moderne istanze di classicismo che di lì a poco sarebbero state espresse da Agostino.

 Il risultato è un’opera dalla potente originalità e forza sovversiva che coniuga l’impronta luministica e cromatica veneziana con una caratterizzazione rustica e popolaresca tipica del pittore. Va in quest’ultima direzione soprattutto la scelta dei personaggi: un’umanità composta da popolani, cacciatori e fisionomie dalle ascendenze orientali. 

Tra questi, il barcaiolo visibile sulla sinistra, è stato riprodotto dal vero in un’invenzione grafica ricca di fascino, attribuita con certezza al pittore e conservata al Museo Horne .

Il Departments des Arts Grapiquès del Louvre custodisce invece uno studio d’insieme, che potrebbe essere attribuito al pittore nonostante qualche perplessità della cristica, dettata da una resa lievemente approssimata. Alla Royal Collection di Windsor Castle sono invece conservate due altre opere grafiche rispetto alle quali le perplessità attributive sono maggiori. Se quello con fondo scuro e lumeggiature potrebbe appartenere alla bottega del maestro l’altro, realizzato a sanguigna, andrebbe forse attribuito a un tardo copista del XVIII secolo.

Essendo collocate di fronte, nelle due cappelle principali della chiesa, per alcuni decenni le due opere ebbero modo di istaurare un dialogo ricco di suggestione che dovette affascinare non poco l’arcivescovo bolognese Alfonso Paleotti durante la consacrazione degli altari nel 1603.

Fonti: Scheda 169-Pinacoteca Nazionale di Bologna. Catalogo generale 2.Da Raffaello ai Carracci, Bentini J., Cammarota G. et al., (a cura di), Venezia, Marsilio, 2006; Crespi L., La Certosa di Bologna descritta nelle sue pitture, corretta da Lucchesini G. e Calvi J.A., Bologna 1793.

CREDITS

1.Pinacoteca Nazionale di Bologna-La predica del Battista
2. 2012 – Musée du Louvre © , Département des Arts graphiques
3 / 4. Royal Collection Trust / © Her Majesty Queen Elizabeth II 2021