L’ULTIMA CENA

Cultural Heritage 360 APS

• Autore: Lorenzo Sabatini (1530-1576)
• Datazione: 1562 ca.
• Caratteristiche: olio su tela, cm 170 x 225 ca.
• Collocazione: Chiesa di San Girolamo della Certosa, cappella di San Giuseppe
• Provenienza: Certosa di San Girolamo di Casara, Refettorio

Poco oltre la metà del secolo, durante il priorato di Ludovico Abbiasi, il pittore Lorenzo Sabatini dipinge nel monastero opere che raggiungono importanti esiti nella decorazione della Certosa. Bisogna innanzitutto precisare che nelle fonti non emerge mai il nome dell’artista ma in alcuni casi in riferimento alle sue opere viene avanzato il nome di Orazio Samacchini o di Bartolomeo Cesi.

Nel catalogo dei priori infatti, sotto il priorato Abbiasi, viene indicata la committenza di due tele da “Orazio Sarnacchini”, una Crocifissione con diversi santi tra cui San Bruno ed un’altra in cui viene raffigurato il santo in gloria. Non essendo più tali opere rintracciabili per un confronto diretto la paternità di Samacchini non è da escludersi ma, attraverso un’analisi degli interventi nel monastero attribuibili a Sabatini e riconducibili a quegli anni, appare probabile che anche questi dipinti dispersi potessero essere di mano del “Lorenzino”.

Le opere attualmente riconsegnate all’artista dalla critica cadono tutte in un arco cronologico di poco posteriore agli anni Sessanta del Cinquecento, alcune verosimilmente entro i primi cinque anni, fase giovanile dell’attività artistica del Sabatini che ben si addice agli esiti espressi in queste tele. Contraddistingue questo periodo la grande Ultima Cena visibile nella Cappella di San Giuseppe dove è stata trasportata in seguito alle trasformazioni del primo Ottocento avvenute nel refettorio. Tale collocazione ben si addiceva al dipinto descritto in quella sistemazione prima da Carlo Cesare Malvasia e poi da Luigi Crespi nella guida dedicata ai dipinti della Certosa. Nella sua Descrizione, redatta entro la fine degli anni Venti dell’Ottocento, Gaetano Giordani lo citava già nell’attuale cappella. In tutte le menzioni l’attribuzione ricade sempre sul Samacchini.

L’attribuzione del dipinto, sostenuta da Winkelmann e dalla critica successiva, trova riscontro in un disegno preparatorio inviato dallo stesso Sabatini al Vasari nel 1562 e oggi conservato al Louvre. Carlo Ragghianti per primo individuò questo disegno dove in un unico foglio sono stati incollati, oltre alla Cena, altri tre disegni, Cristo fra i dottori, Ercole e cerbero e san Pietro, tutti attribuiti a Sabatini ma appartenenti a periodi diversi della sua carriera. I confronti tra il disegno e il dipinto della Certosa hanno tolto ogni dubbio sull’attribuzione al Sabatini e hanno permesso di datare disegno e dipinto intorno al 1562.

L’opera, oltre ad aver illuminato il periodo oscuro della prima formazione del pittore bolognese prima della collaborazione fiorentina con il suo corrispondente a Palazzo Vecchio, fornisce testimonianza diretta del Libro dei Disegni del Vasari.

La restituzione al catalogo del Sabatini è avvalorata quindi dal confronto tra quest’opera grafica di grande fascino e il dipinto in Certosa, smentendo così ogni possibile confusione con l’opera dello stesso soggetto riferita al Samacchini. Sono palesi qui le affinità con la cultura manierista tosco-romana e quella tibaldesca meditata sulla scorta di Giovanbattista Bagnacavallo. Sul cartone del Louvre sono peraltro stati applicati gli altri disegni citati e attribuibili a fasi diverse della vita del pittore che ci offrono un particolare ed insolito excursus della sua attività grafica e un utile confronto con la produzione pittorica posteriore all’Ultima Cena certosina.

Soffermandosi sul dipinto risultano palesi i rimandi alla Cena in Emmaus realizzata dall’artista qualche anno dopo per il convento di Santa Maria degli Angeli ed ora alla Pinacoteca Nazionale di Bologna: si confrontino in particolare la tinta squillante delle vesti, l’accorata gestualità dei personaggi e la fattura delle aureole, soprattutto quella del Cristo benedicente.

Fonti: Winkelmann J., Lorenzo Sabatini detto Lorenzino da Bologna, in Pittura bolognese del ‘500, II, Fortunati Pietrantonio V. (a cura di), Bologna, Cassa di Risparmio di Bologna, 1986; Catalogo generale 2.Da Raffaello ai Carracci, Bentini J., Cammarota G. et al., (a cura di), Venezia, Marsilio, 2006; Crespi L.,La Certosa di Bologna descritta nelle sue pitture, Bologna, 1772.

CREDITS

1 / 4. © Museo Risorgimento Bologna | Certosa

5/ 6 © 2012 – Musée du Louvre, Département des Arts graphiques

7 © 2021 Pinacoteca Nazionale di Bologna