SAN BRUNO CERTOSINO PENITENTE VISITATO DAGLI ANGELI

Cultural Heritage 360 APS

• Autore: Giovanni Maria Viani (1636-1700)
• Datazione: 1695/1699 ca.
• Caratteristiche: olio su tela, cm 233 x 167, inv. 7041
• Collocazione: Bologna, Pinacoteca Nazionale
• Provenienza: Monastero di san Girolamo della Certosa di Bologna, sala del capitolo (ora cappella della Madonna delle Assi)

Nel  1769, tra le paginede le Vite de’ Pittori Bolognesi dedicate a Giovanni Maria Viani, le istanze di tutela avanzate dal Canonico Luigi Crespi venivano indirizzate verso il priore della certosa Sigismondo Guastuzzi affinchè “volesse far trasportare in Bologna questo superbo quadro a vantaggio e comodo de’ professori, e dilettanti, che vanno continuamente alla Certosa per vederlo, e a beneficio del quadro medesimo, che sarebbe più custodito, ed in accrescimento finalmente della superba galleria di quadri, che hanno in chiesa”.

L’opera a cui lo studioso si riferiva è il San Bruno certosino penitente visitato dagli angeli, una delle migliori prove artistiche di Giovanni Maria Viani, dipinta tra il 1695 e il 1699 per una cappella dei certosini dedicata alla Vergine nel contado dell’attuale Sala Bolognese.

Come si evince dal Catalogo de’ priori , entro il 1776, ultimo anno del priorato del Guastuzzi, il dipinto venne trasferito nella sala capitolare della certosa dove viene puntualmente menzionato nella guide successive sino al  1793. Il San Bruno comparirà in seguito negli inventari successivi alle soppressioni sino a quando, incamerato nelle collezioni della Pinacoteca Nazionale, verrà sempre citato assieme alla Beata Rosellina, altro dipinto del Viani, frettolosamente giudicato come il suo pendant.

La figura del santo fondatore dell’ordine certosino, enfatizzata dal forte chiaroscuro e dal naturalismo neo-carraccesco, accoglie lo spettatore con ampia gestualità d’estasi in un dialogo con l’angelo in volo. La grotta, i libri, la croce e il teschio sono tutti elementi, tipici dell’iconografia del santo, che rimandano alla vita ascetica e contemplativa. Rispetto al dipinto della santa, cronologicamente affine, il Viani mette in scena una rappresentazione più vivida e ispirata, accentuata dagli effetti di contrasto tra le tonalità luminose dell’abito e quelle scure della ruvida pietra.

La critica ha recentemente individuato uno studio grafico posteriore al dipinto e appartenente a una collezione privata. Nonostante l’attribuzione a un artista di scuola bolognese, collocabile probabilmente alla fine del XVIII secolo, in assenza di studi più approfonditi non si hanno elementi per consegnarlo all’autore del dipinto.

Fonti: Fonti: Scheda 43,Pinacoteca Nazionale di Bologna. Catalogo Generale 4, Seicento e Settecento, Bentini J. et al. (a cura di), Venezia, Marsilio, 2011; Inventario degli effetti Mobili ed altro del Convento di San Girolamo di Certosa, 197, n11, Archivio di Stato di Bologna A.S.B. (Demaniale), Catalogo de’ Priori della Certosa di Bologna dal principio della sua fondazione fino al presente, Bologna, Archivio di Stato Demaniale (Certosini), ms. 24/5869; Crespi L., La Certosa di Bologna descritta nelle sue pitture, Bologna, 1772, ed.1793. 

CREDITS

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2. © Museo Risorgimento Bologna | Certosa.