SAN BRUNO IN PREGHIERA

Cultural Heritage 360 APS

• Autore: Elisabetta Sirani (1638-1665)
• Datazione: 1657
• Caratteristiche: olio su tela, cm 52,5×39, inv.622
• Collocazione: Bologna, Pinacoteca Nazionale
• Provenienza: Chiesa di San Girolamo della Certosa, cappella di san Bruno

Realizzato nel 1657 dalla giovane Elisabetta Sirani, questo piccolo quadretto di San Bruno doveva verosimilmente rappresentare una prova preliminare per l’affidamento, da parte del priore Daniele Granchio, del ben più notevole impegno riguardante l’opera recante il Battesimo di Cristo, dipinto dalla stessa pittrice l’anno successivo. La firma apposta sul dipinto non lascia dubbi sull’autografia, confermata anche dalla menzione del dipinto nell’elenco redatto dall’artista e pubblicato dal biografo Carlo Cesare Malvasia.

Il canonico Luigi Crespi, come d’altronde confermano le altre fonti, annotava l’opera nella cappella del santo fondatore dell’ordine dove figurò sino alla fine del XVIII secolo quando, assieme a molte altre pitture, confluì nelle raccolte della nascente Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Questo San Bruno, di chiara appartenenza alla produzione devozionale privata dei monaci, rappresenta un unicum nel repertorio artistico della Sirani mentre al contrario l’iconografia risulta pienamente aderente ai modelli in voga durante il periodo. Questi ultimi, pienamente consolidati dopo la canonizzazione del santo nel 1623, ebbero una larghissima diffusione tra le diverse certose, seppur restando entro i confini delle stesse. L’iconografia bruniana non divenne infatti mai di carattere popolare ma circolante solo negli ambienti cartusiani.

Fonti:  Scheda 256- Pinacoteca Nazionale di Bologna. Catalogo Generale 3. Guido Reni e il Seicento, Bentini J., Cammarota G. et al. (a cura di), Venezia, Marsilio, 2008; Crespi L., La Certosa di Bologna descritta nelle sue pitture, Bologna, 1772, ed.1793

CREDITS

1.Elisabetta Sirani, San Bruno in preghiera, © 2021 Pinacoteca Nazionale di Bologna