SAN BRUNO RITROVATO DA RUGGERO RE DI SICILIA

Cultural Heritage 360 APS

• Autore: Alessandro Tiarini (1577-1668)
• Datazione: 1613/1614
• Caratteristiche: olio su tela, cm 259×149,5, inv. 7018
• Collocazione: Bologna, Pinacoteca Nazionale
• Provenienza: Certosa di San Girolamo di Casara, terza cappellina> foresteria grande, sesta camera

Questo dipinto di Alessandro Tiarini faceva parte del ciclo commissionato dal priore Giovan Battista Capponi all’entourage di Ludovico Carracci nel primo decennio del XVII secolo e destinato ad ornare le cappelline private dei monaci, quelle cosiddette “segrete”. Prima di giungere alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, in seguito alle soppressioni, subisce diverse peregrinazioni all’interno degli spazi del monastero. Menzionata da Carlo Cesare Malvasia e da Antonio Masini nella terza cappellina viene poi descritta da Luigi Crespi nel 1772 (come nella successiva edizione della guida) nella sesta camera della foresteria grande.

Il soggetto che fu commissionato al Tiarini rappresenta uno degli episodi cardine dell’agiografia di San Bruno, santo fondatore dell’ordine certosino. Attorno al 1094 Bruno, ritiratosi in Calabria con il proposito di fondare un monastero, durante la preghiera incontra il conte normanno Ruggero, a quel tempo signore delle Puglie e della Calabria, nel corso di una battuta di caccia. La particolare caratura spirituale del santo risalta immediatamente agli occhi del sovrano con il quale istaura un legame che sarà preludio proprio della fondazione dell’eremo a Serra San Bruno.

Il pittore interpreta l’episodio estrapolando dallo stesso un momento lontano dalle retoriche celebrative per presentarci i due protagonisti in una scena che si dispiega nella sua chiarezza. Bruno sembra distolto dal rumoroso sopraggiungere del cavallo e dei cani ma rimane comunque focalizzato sul momento di raccoglimento, segnale che va in direzione di una precisa scelta comunicativa rispetto alla vena ascetica del santo. Nessun orpello o arricchimento è inserito nella semplice chiarezza della scena, rischiarata dai bagliori crepuscolari di un paesaggio silvano. La particolare attitudine e fisionomia di San Bruno è stata associata dalla critica ai personaggi dell’affresco Il monaco dissotterrato e assolto di San Michele in Bosco, impresa scelta anche come termine di correlazione cronologica rispetto all’impegno certosino.

Fonti: Scheda 68-Pinacoteca Nazionale di Bologna. Catalogo generale 3.Guido Reni e il Seicento, Bentini J., Cammarota G. et al., (a cura di), Venezia, Marsilio, 2008; Crespi L., La Certosa di Bologna descritta nelle sue pitture, Bologna 1772 (ed.1793)

CREDITS

1.Alessandro Tiarini, San Bruno ritrovato da Ruggero, Re di Sicilia, © 2021 Pinacoteca Nazionale di Bologna