VISIONE DI SAN FRANCESCO DI PAOLA

Cultural Heritage 360 APS

• Autore: Ubaldo Galdolfi (1728-1881)
• Datazione: 1778
• Caratteristiche: olio su tela, cm 238 x 172.5, inv.407, Iscrizioni: U.G.,
• Collocazione: Bologna, Pinacoteca Nazionale
• Provenienza: Certosa di San Girolamo di Casara, sala del capitolo (ora cappella della Madonna delle Assi)

La commissione che conclude il corpus certosino è collocabile entro pochi anni dalle infelici requisizioni che seguiranno le soppressioni degli ordini religiosi. Solo un ventennio, infatti, la Visione di San Francesco di Paola, realizzata da Ubaldo Gandolfi, ha avuto modo di accrescere lo splendore artistico della Certosa di San Girolamo di Casara.

L’opera, inseribile nell’ultima fase dell’attività artistica di Ubaldo Gandolfi, si trovava di fronte al San Bruno di Giovanni Maria Viani in un dialogo artistico pervaso di sacralità. L’ambiente che accoglieva entrambe le opere era infatti la sala capitolare del monastero, uno dei luoghi più importanti per la vita comunitaria dei monaci.

L’artista compone la scena attraverso un lessico solenne ispirato alla sapiente grazia classicista della fase matura del Guercino, nutrita di una nuova e “moderna” attenzione luministica. Questo tipo di sensibilità risulta una delle caratteristiche principali del pittore, divenuto, assieme al fratello Gaetano, uno dei più importanti nella complessa scena artistica bolognese della seconda metà del Settecento. L’evento sacro si staglia su un terso paesaggio che con una sapiente resa aerea cattura l’osservatore attraverso limpide lontananze, mentre San Francesco viene colto dalla visione soprannaturale del soave angelo. La tipica claritas della manifestazione divina diventa qui la “Charitas”: il motto sullo scudo del messaggero divino, a indicare la fondazione dell’ordine mendicante dei Minimi. Il tenero agnello in basso è un’attributo iconografico consueto nel culto popolare del santo.

Il dipinto, ben presto rimosso dalla sua collocazione, fu trasportato inizialmente all’Accademia di Belle Arti entrando successivamente a far parte delle raccolte della Pinacoteca Nazionale di Bologna.

 Fonti: Crespi L., La Certosa di Bologna descritta nelle sue pitture, corretta da Lucchesini G. e Calvi J.A., Bologna 1793; Scheda 175-Pinacoteca Nazionale di Bologna. Catalogo Generale 4, Seicento e Settecento, Bentini J. et al. (a cura di), Venezia, Marsilio, 2011.

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